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Quotidiano d’informazione on-line
Reg. Trib. di Napoli N.96 del 24/10/2004
Articolo tratto dall’edizione Num. 169 Anno 4 del 18/06/2007 
 
“IL CARCERE POSSIBILE”, INTERNATI-ATTORI IN SCENA AL TEATRO MERCADANTE
di ANTONIO MANGIONE  
 

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AVERSA. “Il Carcere Possibile”, organismo o.n.l.u.s., nato nel 2003 da un progetto promosso dalla Camera Penale di Napoli, rinnova per il terzo anno, l’appuntamento al Teatro Mercadante con la rassegna dedicata alle realtà di teatro-carcere degli istituti di pena di Napoli, del territorio regionale e oltre. Saranno a piede libero, per un giorno, i detenuti-attori che prenderanno parte alla rassegna. All’iniziativa, in programma al teatro Mercadante di Napoli dal 20 al 26 giugno, parteciperanno nove istituti di pena, di cui due minorili, e altrettante compagnie teatrali. Tale rassegna annuale di teatro è oggi uno tra i più sensibili progetti italiani di teatro-carcere, teso alla denuncia delle condizioni di vita all’interno degli Istituti Penitenziari, alla rieducazione e al reinserimento sociale dei detenuti, che mantengono tale stato di reclusione a causa di assenze sul territorio di provenienza di strutture sanitarie o di servizi psichiatrici in grado di accoglierli.
Tra i vari Istituti penitenziari campani che prenderanno parte alla rassegna, oltre a quelli di Nisida e Poggioreale, vi parteciperà anche l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa. Un gruppo di ricoverati dellO.p.g. debutterà giovedì 21 giugno alle ore 18:30 al teatro Mercadante con il testo teatrale “Noi aspettiamo (Godot?)”, liberamente ispirato all’opera “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, realizzato con gli operatori della Teatro Terapia, su progetto e regia di Anna Gesualdi e la supervisione di Enzo Moscato. Il vuoto e il silenzio come elementi e condizione creativa, genitrice: gli uomini protogonisti della storia sono figli di se stessi, proprio come i personaggi di Aspettando Godot.

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Sabato 23 Giugno 2007

Successo al Mercadante per “Carcere possibile”

Napoli – Sta riscuotendo successo la rassegna di teatro Il carcere possibile, il ciclo di spettacoli in scena al Teatro Mercadante provenienti da diversi Istituti Penitenziari di Napoli, della regione Campania e del Lazio. Hanno particolarmente sorpreso – in un clima di grande attenzione verso tutti i lavori rappresentati – gli spettacoli Mangiatene tutti della Casa Circondariale di Poggioreale, diretto dal regista Pino Carbone (una singolare e a tratti struggente incursione nei temi del Calvario e della Passione di Cristo) e Noi aspettiamo (Godot?) presentato dall’Ospedale Pschiatrico Giudiziario di Aversa su regia di Anna Gesualdi e la supervisione di Enzo Moscato.
Con alle spalle questi primi tre giorni, la rassegna sospende il programma sabato 23 e domenica 24 per riprendere lunedì 25, con una giornata tutta dedicata agli Istituti per minori. Alle 18.30, infatti, i ragazzi detenuti dell’IPM di Airola presentano al pubblico lo spettacolo La tassa dell’ignoranza, liberamente tratto da La patente, Una voce e Enrico IV di Pirandello. In scena con loro gli attori Enza Di Caprio e Luca Nicolò. La regia è di Antimo Nicolò.

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Mercoledì 13 Giugno 2007

Ricoverati nell’Ospedale Psichiatrico al Teatro

Aversa – Il 21 giugno al Teatro Mercadante – nell’ambito della rassegna Il Carcere Possibile – un gruppo di ricoverati nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa debutterà con il testo teatrale “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, realizzato con gli operatori della Teatro Terapia presso l’Istituto aversano (Gesualdi – Trono- Scotto) e la supervisione alla regia di Enzo Moscato.
Dalle note di regia :
“Il tempo di questi uomini- quello dei loro occhi che guardano in direzione di un altrove – un non/luogo dove i nostri sguardi troppo lineari non arrivano – essi descrivono in maniera circolare un mondo dove tempo e spazio seguono le regole del vuoto e del silenzio. Questi due elementi sono il fondamento e la principale risorsa di una totale libertà creativa e genitrice : questi uomini sono figli di se stessi. Come lo sono i personaggi di Aspettando Godot”.
Tale spettacolo è realizzato per richiamare l’attenzione ancora una volta sui soggetti reclusi nell’OPG di Aversa e che mantengono tale stato di reclusione a causa di assenze sul territorio di provenienza di strutture sanitarie o di servizi psichiatrici in grado di accoglierli.

Affari Italiani

Teatro in carcere/ Da Rebibbia a Secondigliano, il Mercadante di Napoli porta in scena le compagnie di detenuti

Lunedí 18.06.2007 19:05

NAPOLI – Il carcere si mostra. Si svela in scena. E’ “il carcere possibile”, quello che dà il nome all’organismo onlus che da tre anni propone in stretta collaborazione con il Teatro Mercadante di Napoli, una rassegna teatrale ricchissima e intensa, coinvolgendo le compagnie di numerosi istituti di pena. Un appuntamento che quest’anno si rinnova nella città partenopea dal 20 al 26 giugno.

Un momento dello spettacolo “Noi aspettiamo (Godot)”

Parte di un più ampio progetto voluto dalla Camera Penale di Napoli, che mira alla denuncia delle condizioni di vita all’interno degli istituti di pena, alla rieducazione e al reinserimento sociale dei detenuti, “la rassegna – fanno sapere gli organizzatori-, con le realtà messe in rete e la sua articolazione, è oggi una delle più sensibili realtà italiane di teatro e carcere”. Dieci gli spettacoli in programma, allestiti dai penitenziari di Roma-Rebibbia, Poggioreale, Opg Aversa, Arienzo, Secondigliano Lauro, Airola, Nisida, Benevento, Civitavecchia. Ad aprire il programma mercoledì 20, alle 18.30 circa, “Tutti i colori della notte”, presentato dalla Compagnia Stabile Assai della Casa di Reclusione di Roma-Rebibbia. Lo spettacolo, con un testo di Marco Valeri e la regia di Antonio Lauritano, alterna brani teatrali, testi poetici e canzoni di un itinerario che attraversa stati emotivi come l’attesa, l’ansia, la paura, il desiderio, la speranza. Sentimenti che, come un filo rosso, attraversano tutti gli appuntamenti scelti per questo speciale cartellone, che vede la libera interpretazione di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta, “Lo stato di assedio” dal dramma di Albert Camus. E ancora “Nuvole”, liberamente tratto da“Le Nuvole” di Aristofane.

L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti.

Paola Simonetti

il manifesto

21 Giugno 2007

 

VISIONI

pagina 17

taglio basso

Aristofane e Beckett oltre le sbarre

Teatro, il festival «Il carcere possibile». Fino al 26 giugno al Maschio Angioino

Adriana Pollice

Napoli

«Facciamo teatro, non volontariato, in quello che è diventato ormai un circuito alternativo». Pino Carbone racconta la sua esperienza al penitenziario di Poggioreale, inseriti nel progetto «Il Carcere possibile», terza edizione della rassegna teatrale che coinvolge anche Rebibbia, Secondigliano, Lauro, Benevento, Civitavecchia e Arienzo, gli istituti minorili di Airola e Nisida, oltre all’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa.
Così, fino al 26 giugno, in collaborazione con il Teatro Mercadante, l’onlus Il Carcere possibile presenta nel cortile del Maschio Angioino di Napoli un vero e proprio festival. Ieri, la Compagnia Stabile Assai (che ha lavorato con i detenuti di Rebibbia) ha mandato in scena Tutti i colori della notte, cui ha seguito Mangiatene tutti, per la regia di Carbone (si racconta la passione di Cristo in 14 tappe, le stesse che compie il recluso dall’arresto all’assegnazione della stanza, passando da uomo a detenuto). Oggi pomeriggio è la volta dell’opg di Aversa con una rilettura di Aspettando Godot, quasi l’emblema di cosa si fa in un carcere, su progetto e regia di Anna Gesualdi e supervisione di Enzo Moscato, per chiudere con Miseria e nobiltà di Scarpetta messo in scena dalla casa circondariale di Arienzo. Domani, Alessandra Di Castri, Giorgia Palombi e Susanna Poole presenteranno il lavoro realizzato con l’istituto di Secondigliano Lo stato d’assedio, tratto da La peste di Camus. La sera i Liberanti, in collaborazione con la casa circondariale di Lauro, si cimenteranno con le Nuvole da Aristofane: «Il nostro lavoro indaga il corpo dell’umanità reclusa – racconta Antonella Monetti -. Si recita con la voce ma il corpo esprime disagio. Il protagonista è un filosofo chiuso in una gabbia, sospeso in aria; non può beneficiare dei permessi e paga per qualcosa che ha commesso da giovane».
Lunedì 25 doppio spettacolo con i ragazzi di Airola e la pièce La tassa dell’ignoranza regia Antimo Nicolò, e quelli di Nisida con Sette cucuzze, tre felle testo e regia Alberto Ferraro e Marco Tricas: «I ragazzi hanno un rapporto disastroso con la memoria – spiega Ferraro -. Abbiamo cercato di raccontare una storia attraverso il gioco». Finale il 26 al Mercadante con due proiezioni: Il bar di Giuseppe De Vincentis, scritto e interpretato da attori del carcere di massima sicurezza di Benevento, e Via Tarquinia 20. Biografie di un sogno frutto di un laboratorio tenuto da Emanuela Giordano presso l’istituto di Civitavecchia.

 

“Sotto l’ultima polvere”
è il news blog di
www.samuelbeckett.it
Il sito italiano
dedicato a Samuel Beckett mercoledì, 13 giugno 2007

Godot nel carcere possibile

Il 21 giugno al Teatro Mercadante – nell’ambito della rassegna Il Carcere Possibile – un gruppo di ricoverati nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa debutterà con Aspettando Godot, realizzato con gli operatori della Teatro Terapia presso l’Istituto aversano Gesualdi – Trono- Scotto e la supervisione alla regia di Enzo Moscato.
«Questi uomini – si legge nelle note di regia – descrivono in maniera circolare un mondo dove tempo e spazio seguono le regole del vuoto e del silenzio. Questi due elementi sono il fondamento e la principale risorsa di una totale libertà creativa e genitrice: questi uomini sono figli di se stessi».
Tale spettacolo è realizzato per richiamare l’attenzione ancora una volta sui soggetti reclusi nell’OPG di Aversa e che mantengono tale stato di reclusione a causa di assenze sul territorio di provenienza di strutture sanitarie o di servizi psichiatrici in grado di accoglierli.

Stagione teatrale 2007-2008

 


Noi aspettiamo (Godot?)

Noi aspettiamo (Godot?)

Martedì 15 gennaio 2008- Nuovo Teatro Nuovo
Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto

Sarà in scena, da martedì 15 gennaio 2008 alle ore 21.00 (repliche fino al 20) al Nuovo Teatro Nuovo (Sala Assoli) lo spettacolo Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto, uno dei maggiori esponenti europei del ’noir mediterraneo’, con Tina Femiano, Milena Di Iorio, per la regia di Carlo Cerciello. Presentato da Associazione Altamarea, l’allestimento si avvale delle scene a cura di Roberto Crea, i costumi di Antonella Mancuso e le musiche originali di Paolo Coletta.
La trama di Niente più niente al mondo è, in sintesi, il racconto della realtà di una famiglia ‘normale’ alle prese con problemi economici e lavorativi, in cui la consapevolezza di una condizione di disagio, di difficoltà, prende il sopravvento, fino a distruggere lo stesso nucleo familiare. La tragedia delle tragedie si consuma, dunque, quasi a rafforzare l’idea che il disagio, economico e sociale, può spesso diventare causa di un’incomunicabilità, in grado di ledere le fondamenta di una famiglia.
Una donna di 50 anni, domestica a ore, fissa, in un disperato soliloquio-colloquio, la sua quotidianità sempre uguale in anni e anni di matrimonio, tra discount alimentari, televendite e un rapporto conflittuale con l’unica figlia ventenne. Ripone, infatti, in lei le proprie speranze di riscatto. La ragazza è carina. Potrebbe sfondare in televisione o nel cinema, se si cominciasse a muovere nella giusta direzione e desse retta alla madre.
Ma lei non è interessata a questo genere di vita. Ha scelto di lavorare come pony express e di indossare jeans, maglioni sformati, scarpe da ginnastica. Un assurdo spreco, intollerabile per chi, come la madre, è terrorizzata dall’avanzare della propria vecchiaia, senza nessuna sicurezza. La donna, infatti, non riesce più a far quadrare i conti.
Soldi non ce ne sono, o sono sicuramente troppo pochi rispetto a quelli delle famiglie bene, presso cui, settimana dopo settimana, va a lavorare. Troppo pochi rispetto alle ricche e serene vite virtuali pubblicizzate in televisione. Troppo pochi perfino per andare in vacanza.
La tragedia potrebbe essere evitata se la voce di questa donna trovasse ascolto, se i suoi pensieri non rimanessero ancorati ai modelli consumistici e se, da qualche parte, riuscisse a riconoscere un po’ d’amore. Non è così e il fato si compie.
La protagonista è una vittima del meccanismo in cui vive che, presa da un raptus, diviene carnefice, privandosi di una sua stessa ragione di vita. Vita che, peraltro, è segnata dall’ansia, dalla disperazione del sentirsi chiusi in una gabbia, dove il primo elemento assente, è la speranza di poterne uscire. La tensione per un’esistenza frustrante diviene, così, il motore per un atto di assoluta e disarmante violenza.
Niente, più niente al mondo denuncia il vuoto: non c’è affetto, non c’è tolleranza, non c’è speranza, non c’è lo Stato, non c’è più vita nell’Italietta ipocrita del falso benessere.
Una madre scoppia e uccide, ma è lei la vera colpevole del crimine compiuto?

Info
Napoli, Nuovo Teatro Nuovo (Sala Assoli) – dal 15 al 20 gennaio 2008
Tel. 0814976267; email botteghino@nuovoteatronuovo.it 
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali) e ore 18.00 (domenica)
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17-20 gennaio Galleria Toledo Teatro Stabile d’Innovazione
Noi aspettiamo (Godot?)
in collaborazione con O.P.G. Filippo Saportito Aversa
regia e preparazione attori: Gesualdi/Trono
supervisione Enzo Moscato

17 gennaio, ore 12.00
Tavola rotonda Il tempo e l’attesa

moderatore: Giuseppe Di Bello- giornalista
relatori
Adolfo Ferraro - psichiatra, Direttore OPG Aversa
Enzo Moscato – autore attore
Enrico De Notaris – psichiatra
Laura Angiulli – autrice regista
Rossella Bonito Oliva – docente di Filosofia Morale dell’Università L’Orientale di Napoli
Valerio Cataldi – giornalista TG2

“Questi uomini – si legge nelle note di regia – descrivono in maniera circolare un mondo dove tempo e spazio seguono le regole del vuoto e del silenzio. Questi due elementi sono il fondamento e la principale risorsa di una totale libertà creativa e genitrice: questi uomini sono figli di se stessi”.
Tale spettacolo è realizzato per richiamare l’attenzione ancora una volta sui soggetti reclusi nell’OPG di Aversa e che mantengono tale stato di reclusione a causa di assenze sul territorio di provenienza di strutture sanitarie o di servizi psichiatrici in grado di accoglierli.

Info
Galleria Toledo- Tel 081425037, 081425824
Orari 17, 18 e 19 gennaio: ore 21.00; domenica 20 gennaio ore 18.00.